Nuova pubblicazione
Il senso come terapia. Fondamenti teorico-clinici della logoterapia di Viktor E. Frankl, a cura di Eugenio Fizzotti, FrancoAngeli, Milano, 2007, pp. 223
ISBN 978-88-464-8332-4

Sommario
Prefazione (pp. 9-11)
1. Viktor E. Frankl: una vita realizzata!, di Eugenio Fizzotti (pp. 13-43)
2. L’uomo, meraviglia nel paradosso. Precariato esistenziale o essere come poter-essere?, di Sabino Palumbieri (pp. 44-65)
3. La critica logoterapeutica al riduzionismo, di Domenico Bellantoni (pp. 66-84)
4. La dimensione spirituale alla base della logoterapia. Dall’antropologia dimensionale alla teoria motivazionale, di Pina Del Core (pp. 85-106).
5. Autodistanziamento e autotrascendenza. Risorse umane: in ogni condizione, di Angelo Gismondi (pp. 107-122)
6. Significato e valore della sofferenza, di Ignazio Punzi (pp. 123-132)
7. Logoterapia e multiculturalità. Nuovi scenari di integrazione tra diverse identità culturali, di Giuseppe Crea (pp. 133-151)
8. La vita di coppia: quale amore? Dalla logoterapia una risposta, di Paola Versari (pp. 152-165)
9. Diagnosi e disagio noogeno, di Aureliano Pacciolla (pp. 166-187)
10. Educazione e relazione d’aiuto. Una proposta logoterapeutica, di Daniele Bruzzone (pp. 188-208)
Bibliografia (pp. 209-223)
Prefazione
L’uomo, secondo Frankl, è un essere che decide e continuerà sempre a decidere ciò che è e ciò che sarà nel prossimo istante. Ne segue che, se si vuole comprendere l’interezza del suo essere, non va considerato da un solo punto di vista, ma occorre sviluppare una visione antropologica che abbracci tutte le dimensioni dell’esistenza umana. L’individuo, infatti, si caratterizza per la sua singolarità, irripetibilità e finitezza e, a differenza di quanto affermato da altre scuole di pensiero, per il suo essere una totalità psico-fisico-spirituale, che non concepisce separazioni di alcun genere.
L’originalità di Frankl sta proprio nella definizione della persona come unità nonostante la molteplicità delle sue dimensioni e nell’introduzione nella riflessione psicologica della dimensione noetica o spirituale che fa scoprire la totalità della persona sulla base delle sue relazioni, dei suoi aspetti costitutivi, delle sue espressioni, cogliendo, accanto a ciò che la condiziona, soprattutto la capacità umana di prendere posizione di fronte a qualsiasi fattore biologico, psichico o sociale. L’unicità, la diversità di ogni essere umano rispetto agli altri, la sua «spiritualità», rappresentano la vera radice sia della libertà, che permette all’individuo di rifiutare il dominio delle forze esterne o interne, e sia della responsabilità, grazie alla quale tende verso qualcosa di altro da sé, ovvero significati da realizzare o altri esseri umani da incontrare.
Alla luce della considerazione dell’uomo come eterna e inesauribile miniera di possibilità che non si risolve mai nella sua attualità, trova piena giustificazione e comprensione il costrutto della volontà di significato, da cui traggono forza la lotta per l’esistenza e la sfida a salvare per sempre nel passato quanto viene scelto con quotidiana consapevolezza e responsabilità. In tal modo il riscatto dalla precarietà della transitorietà del tempo aiuta a individuare i compiti che la vita pone e a realizzarli con tenacia e a fronte alta.
In questo orizzonte si stanno muovendo in Italia i discepoli di Frankl, membri dell’Associazione di Logoterapia e Analisi Esistenziale Frankliana (A.L.Æ.F.), per individuare le modalità esistenziali, cliniche e pedagogiche attraverso le quali comprenderne, attualizzarne e integrarne sempre più il messaggio. Ne è prova altamente evidente il presente volume nel quale sono raccolti contributi di grande spessore scientifico che approfondiscono la valenza antropologica della logoterapia e ne lasciano intravedere il ruolo fondamentale nell’orizzonte psicologico e psicoterapeutico contemporaneo.
Aver predetto l’avvento e la diffusione della nevrosi di massa degli anni ’70 già negli anni ’50 e, ancor prima di ciò, averne fornito la terapia negli anni ’30 costituisce il carattere «profetico» dell’intuizione frankliana e il segreto ultimo della sua generatività. Il fondatore della logoterapia amava, infatti, ripetere che «ogni epoca ha la sua nevrosi e ogni epoca necessita di una sua psicoterapia» (Frankl, 1992, p. 9), ma la portata della sua analisi esistenziale si estende ben oltre i confini cronologici del tempo in cui è stata concepita, poiché, al di là delle emergenze contingenti cui intende rispondere, essa riesce a cogliere e tematizzare qualcosa di caratterizzante e di costitutivo della natura umana e della sua stessa esistenza nel mondo, e tocca da vicino lo psicologo, l’operatore sociale, l’insegnante, l’educatore, il medico.
Del resto, le tematiche della logoterapia sono in netta corrispondenza con le problematiche esistenziali dell’uomo d’oggi: basti pensare alle varie forme di disagio che danno origine a fenomeni di dipendenza, di aggressività, di suicidio, e che invocano interventi educativi e sociali ad ampio spettro, oppure all’emergente esigenza di umanizzazione del rapporto terapeutico, oltre che di quello medico, così da porre in primo piano la significatività unica e originale di ogni singola persona, al di là di tendenze riduzioniste e massificanti a livello sociale, culturale, economico, politico, oppure ancora alla valorizzazione della fondamentale capacità che ciascuno possiede di autotrascendersi e di autodistanziarsi, che si traduce anche in originali tecniche per la cura sia di disturbi sessuali (dereflessione) che di stati fobici, ossessivi, compulsivi (intenzione paradossa).
Non va poi dimenticato che Frankl, oltre che essere stato un abile e competente psichiatra, ha dedicato parte del suo tempo libero all’alpinismo, uno sport indubbiamente coraggioso e difficile, grazie al quale è possibile porre in evidenza l’irriducibile «forza di resistenza dello spirito». Se poi si aggiunge il tema già richiamato del tempo e della transitorietà dell’esistenza, rispetto al quale egli si pone al di là dell’immobilismo e del quietismo e oltre la tentazione del pessimismo esistenzialista à la Sartre, per attestarsi su un atteggiamento di «ottimismo del passato» e di «attivismo del futuro», non si è lontani dal vero nell’affermare che Viktor E. Frankl continua a parlare agli uomini e alle donne del nostro tempo, dimostrando la perenne validità di un robusto e ben fondato sistema di pensiero e di azione e offrendo una straordinaria testimonianza personale, propria di chi ha vissuto pienamente e ha trovato il senso della propria vita nell’aiutare gli altri a fare altrettanto.
Eugenio Fizzotti
Presidente A.L.Æ.F.